Test Filtri Baader Planetarium

 

introduzione - I filtri colorati per l' uso visuale, permettono aumentare il contrasto di alcuni oggetti celesti. Si usano quasi esclusivamente per l' osservazione lunare, solare ma soprattutto planetaria, dove il contrasto è fondamentale. Ma quali acquistare? Quanti? Di che tipo? Ho voluto provare i filtri della Baader Planetarium, ditta tedesca che assicura la superiorità ottica dei suoi filtri.

1° Test - Il primo test è stato effettuato con un rifrattore acromatico da 15cm f/8 (konusky evolution 150) sul pianeta Giove. Ho utilizzato un oculare lantanio 5 (240X) della vixen in una serata invernale con un ottimo seeing.

Senza filtro Giove è molto luminoso e si notano numerosi dettagli. Ben visibile è l' ombra scura di un satellite galileiano sul disco. Le nubi appaiono di colore avana - marrone, le calotte sono appena accennate mentre le restanti formazioni nuvolose sono bianco - gialle. Intorno al pianeta si nota un alone azzurro provocato dal cromatismo dello strumento e ben visibile è luce diffusa.

Con il filtro giallo il cromatismo viene attenuato ma la luce diffusa persiste ancora. La visibilità delle calotte polari peggiora a vantaggio delle due bande equatoriali (SEB e NEB), che appaiono più scure. Infine i dettagli che prima apparivano bianche, ora tendono al giallo.

Inserendo il filtro verde il disco planetario si fa più netto, evidenziando così la caratteristica forma schiacciata del pianeta. La SEB e la NEB perdono i loro caratteristici colori apparendo grige.

Il filtro rosso si è dimostrato troppo scuro con questo strumento: andrebbe usato o con uno telescopio più potente o ad un' ingrandimento più basso. Solo i vortici vengono ben evidenziati, a discapito dei dettagli superficiali. La luce diffusa scompare del tutto.

Il filtro arancione è stato il migliore: sono meglio visibili le bande equatoriali e la loro struttura, si scorgono nuovi dettagli e aumenta il contrasto. La luce diffusa viene sensibilmente attenuata, senza una variazione significativa del colore dei dettagli.

Il filtro viola multi banda, ha avuto un effetto deleterio sull 'immagine. Come già avvertiva la ditta, questo filtro multi banda è utile per osservazioni deep sky ma nei rifrattori a corto fuoco aumenta il cromatismo residuo.

2° Test - E' stato condotto nella stessa sera, con lo stesso strumento e con lo stesso oculare; ma sul pianeta Saturno.

Senza filtro il pianeta offre un 'immagine da manuale; si vede perfettamente la divisione di Cassini, l' ombra degli anelli sul disco e l' ombra del disco sugli anelli. Tutt' attorno, si nota un' alone violetto, non molto fastidioso ma comunque visibile. Unici dettagli sul disco sono una banda equatoriale e la calotta polare sud, più scura rispetto al disco.

Il filtro giallo attenua il cromatismo e quindi l' alone violetto, ma sbiadisce il colore delle bande.

Migliorano con il filtro verde i dettagli superficiali del disco, in particolare la struttura della banda equatoriale.

Il filtro rosso, anche qui, nasconde dei dettagli del pianeta.

Il filtro arancio denota un lieve miglioramento nell' osservazione della banda equatoriale, ma senza senza significativi guadagni.

Anche in questo caso, il filtro violetto peggiora la visione ed evidenzia lo spettro secondario. In conclusione, l' uso di filtri nell' osservazione di Saturno è sconsigliata. Se proprio se ne vuole utilizzare uno, meglio il verde.

3° Test - Questa volta, lo strumento utilizzato è stato un newton Formula ad alta correzione da 255mm aperto ad f/5. L' oggetto sotto esame è stato Marte, osservato il 7/8/2003, quando mostrava un diametro di 23,5". Il condizioni atmosferiche al momento dell' osservazione erano buone (seeing 2).

Senza filtro il pianeta appare circondato da luce diffusa e i contorni non appaiono molto nitidi. Il cromatismo, forse causato dalla modesta altezza del pianeta sull 'orizzonte, è appena accennato.

Attraverso il filtro giallo, i dettagli appaiono più marcati e i contorni più nitidi. Il pianeta però mostra una dominate gialla, poco piacevole e realistica. La calotta polare appare più luminosa e appariscente.

Con il filtro arancione i dettagli vengono notevolmente marcati, soprattutto le zone scure ed i canyon. La luce diffusa quasi scompare e la turbolenza sembra attenuarsi.

Il filtro rosso stacca il disco planetario dal fondo cielo, grazie anche all 'azzeramento della luce diffusa. I dettagli superficiali sono ben contrastati e rispetto al filtro arancio, si vedono dettagli più fini. La calotta polare si intravede a mala pena, ben contrastati invece i dettagli scuri intorno ad essa.

Uno studio della calotta polare, potrebbe essere condotto con il filtro verde. La luce diffusa viene attenuata ma non sparisce.

Il filtro violetto evidenzia tutti i dettagli superficiali in genere, ma forse falsa il vero colore del pianeta che appare rosa. A differenza degli altri filtri, qui viene evidenziata la tenue atmosfera di marte, soprattutto ai bordi del disco.

Conclusioni - Per i rifrattori e gli strumenti con un diametro uguale o inferiore ai 15cm, consiglierei il filtro arancio. Questo mostra i dettagli di Giove e Marte, ma potrebbe essere usato anche sugli altri pianeti. Sconsigliato è invece il filtro violetto. Con un riflettore dai 25cm in su, un filtro rosso fa al caso nostro, soprattutto per Marte. Poco utile il filtro verde che raramente si usa, mentre il filtro giallo serve solo ad attenuare il cromatismo nei rifrattori. Va comunque detto che ultimamente, sul mercato degli accessori per astronomia, si sono affacciati filtri tutto fare che evidensiano tutti i dettagli in genere. Non selezionano porzioni di spettro con i filtri colorati ma precise zone dello spettro e per per questo si chiamano multi banda.