Oltre lo Spazio...

Primo convegno nazionale di astrofisica ad Alassio

27-28 settembre 2004

 

 

"L' astronomia oggi e domani" - prof. Franco Pacini

Il professor Franco Pacini è nato nel 1939 e ha compiuto i suoi studi ad Urbino. Nel 1964 si è laureato in Fisica ed ha intrapreso una brillante carriera da scienziato, ricoprendo importati cariche a livello internazionale e comprendo importanti scoperte. Ricordiamo che nel 1967 ipotizzò l' esistenza di stelle di Neutroni; corpi celesti realmente scoperti alcuni anni dopo.

Al convegno di Alassio, si è presentato come una persona distinta, con una grande capacità di intrattenere ed interessare il pubblico; e da buon tosco-emiliano, molto simpatico. I suoi studi nell' astrofisica, si concentrano sulla morte delle stelle e lui stesso si è definito"un becchino delle cielo". Durante il suo intervento ha spiegato in che fantastica epoca di scoperte scientifiche ci troviamo, paragonandola per importanza a quella di Galileo. Infatti solo 100 anni fa per gli astronomi la Via Lattea rappresentava i confini delle dell 'universo. E' a metà degli anni Venti, considerando M31 non come una nebulosa ma come un' altra galassia che vennero spostati i confini più avanti. In seguito Hubble, con lo spostamento verso il rosso delle righe spettrali delle galassie, scoprì che esse si allontanavano le une dalle altre e cambiò ancora la geografia dell 'universo. Oggi l' astronomia si chiede come si formano le galassie e per studiarle è possibile usare grandi telescopi situati in particolari luoghi sulla Terra: deserti, alte montagne e comunque siti senza inquinamento luminoso. Per poter lavorare con tali strumenti, come il Very Large Telescope, spesso ci vuole un 'attesa di anche 6-9 mesi. Sicuramente i sistemi sono cambiati da quando l' astronomo, la sera dopo cena, "salutava la moglie ed andava a fare osservazioni in cupola". Per rendersi conto di quanto un 'osservatorio deve essere isolato, per raggiungere La Silla sulle Ande cilene servono dall 'Italia circa 27 ore. Pacini raccontava che la pista d' atterraggio dell 'aereo, a quota 4000 metri era segnalata da un uomo con un estintore! Con le nuove tecnologie e le ottiche adattive, è possibile con grandi strumenti come il VLT, superare le prestazioni dell 'Hubble. Il complesso del VLT è composto da 4 telescopi da più di 8 metri ciascuno e pesanti 500 tonnellate, capaci di raggiungere un telescopio con uno specchio da 16 metri (!). Ma con i telescopi è possibile studiare solo una piccola finestra delle radiazioni che ci arrivano da terra, e per avere studi approfonditi si deve lavorare a più lunghezze d' onda. Forse è proprio così che oltre alla nascita delle stelle si scoprira come si originano le galassie. Pacini fa l' esempio della genesi stellare con la polenta "quando si fa la polenta e si gira la farina nell 'acqua, si formano dei gnocchetti. Lo stesso avviene con i gas (la farina) e le stelle (gnocchi)." Ma le galassie che osserviamo, possono aver inviato la loro luce in un tempo molto remoto; per questo un astronomi è anche un archeologo. Ancora le galassie nascondono molti misteri e tra questi, le esplosioni intorno ai buchi neri. Infatti circa il 10% dei centri galattici attivi, emettono quantità di energia causati dal collasso di materia sul buco nero. "E' come un mattone che lo si fa cascare su della neve: l' energia cinetica si trasforma in energia termica e fa sciogliere parte della neve". Nella Via Lattea non vi è traccia di questi fenomeni, è una galassia "medio borghese" anche se in futuro potrebbe verificarsi eventi esplosivi nel suo nucleo. Cruciale per lo studio dell 'astronomia sono i Telescopi. Una coalizione internazionale, a cui ha partecipato anche l' Italia, ha realizzato in Arizzona il Large Binocular Telescope, composto dai due più grandi specchi mai realizzati al mondo. Spiega Pacini che"il telescopio è come una grossa bacinella, più è grande e più acqua raccogli. In questo caso si raccoglie luce". "In realtà questo strumento lo avrei voluto chiamare il GBT; Giordano Bruno Telescope, alla faccia della Specola Vaticana!" - Così finisce l' intervento di Pacini, con osservazioni satiriche fra il gesuita Padre Coyne e lui, credente nella scienza e non nella religione.

 

"Le frontiere dello spazio: la relativita ad oggi" - prof. George Coyne

George Coyne è gesuita e astronomo. E' attualmente Direttore delle Specola Vaticana e membro dell 'Accademia Pontificia delle Scienze. I suoi studi si sono incentrati sulla spettrofotometria lunare e ha coltivato anche interessi nel campo della filologia.

L' intervento di padre Coyne, inizia subito con la risposta alle battute del prof. Pacini: "Se mi mettono al rogo, che radiazione emetto nella curva di Planck? Inoltre a Giordano Bruno gli abbiamo risparmiato un' influenza, quell 'anno faceva molto freddo!". Il discorso continua parlando di scienza, uomo e teologia, dietro gli occhi di uno scienziato ma allo stesso tempo di un credente. Il prof. Coyne afferma che dobbiamo avere una visione quanto mai aperta e non dobbiamo chiederci nessuna strada. Qualche secolo fa l' uomo credeva di essere al centro dell 'universo. Oggi la visione è completamente cambiata e la scienza continua a scoprire ed ad indagare sul creato. Forse la vita, gli animali, l' uomo sono tutti frutti del caso ma non possiamo escludere neanche la mano divina. "Anche se esistono le stelle, le galassie, la vita, l' uomo; questa non è una prova di Dio ma una sua possibile creazione". Un 'affermazione molto difficile per un 'uomo di fede, che ha mostrato la sua razionalità e sua brillante mente da scienziato. Infine, al momento delle domande gli si è chiesto: "Ma se Dio esiste, cosa ha creato prima?" E Coyne: "un religioso chiese a Sant Agostino "Ma cosa fece Dio prima di creare l' uomo?" ed egli rispose "creò l' inferno per uomini che fanno di queste domande"".

 

"Astrofisica particellare " - prof. Piero Galeotti

Nato nel 1942, è laureato in fisica. La sua attività scientifica è svolta nel campo della fisica astro particellare sperimentale e della fisica cosmica a terra o sottoterra. Da molti anni svolge ricerche di astrofisica neutrinica per studiare le fasi finali dell 'evoluzione di stelle di grande massa il collasso gravitazionale delle parti interne ed eventualmente esplodono come supernove. Da molti anni si occupa dello studio sperimentale dei raggi cosmici: da Terra con apparati sciami, sottoterra con la rilevazione di neutrini e muoni, e più recentemente dello spazio con un esperimento ancora in fase di progetto per l'ESA che, se approvato, sarà installato sulla stazione spaziale.

Il professore Piero Galeotti, incomincia il suo intervento al dibattito con la distinzione fra astronomia e astrofisica: la prima studia le radiazione emesse o riflesse dagli oggetti mentre l' astrofisica studia l' emissione delle particelle degli astri. La fisica nasce con Aristotele e Democrito che ipotizzano l' esistenza degli atomi In seguito Ipparco e Tolomeo catalogheranno le stelle del firmamento. Giordano Bruno e Campanella, con le loro idee ancora attuali ma lontane dai loro tempi, vennero visti come dei maghi e per questo condannati. Ma la nascita dell' era scientifica sarà con Copernico, Galileo e Boyle. La seconda rivoluzione scientifica è avvenuta nel 1905 con Einstein e Planck (meccanica quantistica), e tra poco si celebrerà il centenario. L' atmosfera scherma gran parte delle radiazioni nocive ed terra ci arrivano poche tipi di radiazioni: onde radio, la luce visibile, raggi e in minima parte ultravioletti. Per questo molti strumenti vengono posti in orbita attorno alla terra. L' astrofisica invece, per studiare le particelle, si deve schermare e ha bisogno di kilometri di ghiaccio o roccia. Si studia l' infinitamente piccolo. Se consideriamo l' atomo con grandezza 1, il nucleo è 10.000 volte più piccolo, il protone 100.000 volte, ed il quark, il mattone della materia 1.000.000. I quark sono di due tipi up (U) e down (D). Due quark U e uno P formano un protone mentre due P e uno D un neutrone. L' ultima teoria sulla materia è quella delle stringhe: delle cordicelle aperte o chiuse che formerebbero i quark. Le particelle che formano la materia possono essere già accelerate (come per i raggi cosmici) o si possono accelerare con degli acceleratori. Per studiarle le si fanno scontrare le une con le altre e si studiano le conseguenze. Queste si modificano e per capirne i cambiamenti si pongono dei sensori anche a 50 metri dal punto di impatto (tale è la virulenza).

 

Conclusioni

Un ciclo di conferenze interessanti, interessantissime! Fra astronomia, astrofisica, teologia, tecniche per la ripresa dei corpi celesti, strumenti ottici e con personaggi d' eccezione per la loro preparazione e simpatia.

Ringraziamo il comune di Alassio per l' iniziativa intrapresa.