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LAMPIONE AL SODIO
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Secondi, nessun filtro utilizzato |
L'inquinamento
luminoso è provocato dall'irradiazione diretta o indiretta della
luce artificiale verso la volta celeste. Possiamo vedere che la maggior
parte delle lampade per l'illuminazione esterna hanno un tipico colore
giallo, queste sono ai vapori di sodio. Per nostra fortuna non emettono
in tutto lo spettro visibile ma solo in alcune determinate bande di colore,
in particolar modo nel doppietto del sodio (giallo). Invece alcuni corpi
celesti, come le nebulose ad emissione, emettono in lughezze d'onda differenti;
in particolare nell'idrogeno neutro (rosso) e nell'ossigeno ionizato (verde
- blu). Da qui è nata l'idea di creare
dei filtri che bloccassero le radiazioni "nocive" dei lampioni
e che facessero passare la tenue luce di questi oggetti: i filtri interferenziali.
In pratica se la luce delle nebulose è rossa (H-alpha) e quella
dei lampioni è gialla, usando un filtro colorato si ha una limitazione
dell'inquinamento. Purtoppo in questo modo non si può risolvere
il problema dell'inquinamento luminoso poiché l'emissione di queste
lampade non avviene solo nel giallo ma anche, in minor misura, in tutto
lo spettro del visibile. Inoltre le lampade ai vapori di mercurio (di
colore bianco - blu) e le lampade al neon emettono in molte lunghezze
d'onda dello spettro (infatti hanno un colore bianco). Se poi un giorno
si useranno i LED che hanno un'emissione continua su tutto lo spettro,
allora questi filtri saranno praticamente inutili poiché i colori
delle nebulose si confonderà a quello della luce artificiale.
Nella prima immagine ripresa sotto
un lapione ai vapori di sodio ad alta pressione, si vede come la luce
limita la visione delle stelle (costellazione di Orione e cane Maggiore).
Nella seconda immagine invece un fitro
UHC blocca buona parte della luce parassita e

Nella seconda immagine invece un fitro
UHC blocca buona parte della luce parassita e

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